Alessandro racconta che, nel suo ricordo, il territorio dell’Alta Langa è sempre stato associato a La Malora, ai racconti fenogliani, alla fatica di chi ha sempre abitato oltre i 600 metri sul livello del mare e che, con dedizione e impegno, ha passato una vita a curare i noccioleti.
Oggi, sebbene siano passati molti anni, queste persone possono godere del vantaggio di coltivare le loro terre con i vitigni chardonnay e pinot e Alessandro crede che per loro questa opportunità sia una vera e propria conquista.
Dato che non ha vigneti in Alta Langa, Alessandro dedica con gioia il suo vino a chi gli fornisce le uve per produrlo e aggiunge “è piacevole acquistare da queste persone che hanno avuto finalmente un riconoscimento”.
Alla vista
E’ di colore giallo paglierino.
Al naso
Il suo profumo è intenso e richiama le tipiche note dello Chardonnay unite a un piacevole sentore di crosta di pane.
In bocca
Il sapore è fresco, secco, delicatamente acidulo mitigato da una notevole morbidezza.
Nel piatto
Anche se non piacciono a tutti, l’Alta Langa è assolutamente da abbinare alle ostriche. Ovvio, puoi anche servirlo come aperitivo o durante i brindisi delle grandi occasioni.
Con cosa evitarlo? Con il ragù, non scherziamo.
Fa al caso tuo se…
…Decidi di sorseggiare una bevanda con le bolle e non ruttare. E’ vero, fa ridere, ma queste bollicine, che costano così tanto, sono completamente naturali perché prodotte dai lieviti 🙂
Now listening
Enjoy the Silence – Depeche Mode
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